Piumini · guida 2026
Grammatura del piumino: quale scegliere, e perché il numero da guardare è un altro
Ogni scheda prodotto ti dà i grammi. Nessuna ti dà il numero che determina quanto scalda. Qui separiamo grammatura, potere gonfiante e tog, con le norme che li definiscono e un conto che puoi rifare sull’etichetta.
Come leggere questa guida. Non vendiamo piumini e non ne abbiamo provato nessuno. Quello che trovi qui sono definizioni prese dalle norme europee, il significato dei numeri stampati sull’etichetta e due conti che puoi rifare da solo. Dove un valore è una convenzione commerciale e non una misura, lo scriviamo.
Se cerchi quale grammatura scegliere per un piumino, ogni risposta che trovi in rete arriva da chi te lo vende. Non è necessariamente in malafede: è che la grammatura è il numero più facile da stampare su una scheda prodotto. Il problema è che da sola non dice quanto scalda.
Due piumini con la stessa grammatura possono avere prestazioni molto diverse, e un piumino più leggero può scaldare più di uno più pesante. Non è un paradosso da marketing: è la definizione stessa dei numeri in gioco. Qui li separiamo uno per uno.
In breve
- La grammatura (g/m²) pesa l’imbottitura, non il calore. Ti dice quanti grammi di piuma o di fibra ci sono per metro quadro, niente di più.
- Il numero che conta è il potere gonfiante, misurato secondo la norma EN 12130 in millimetri per 30 grammi: quanto volume occupa una quantità fissa di imbottitura. È il volume che trattiene l’aria, e l’aria è ciò che isola.
- L’unica unità che misura davvero il calore è il tog: 1 tog = 0,1 m²·K/W di resistenza termica. In Italia quasi nessuno la dichiara.
- Con i due numeri dell’etichetta puoi confrontare due piumini da solo:
(grammatura ÷ 30) × potere gonfiantedà un indice di volume per metro quadro. Più alto, più caldo, a parità di tessuto. - Piuma e piumino non sono sinonimi, e la differenza di prezzo dipende quasi tutta da questo.
Grammatura: cosa misura davvero
La grammatura è la massa di imbottitura per metro quadro di trapunta, espressa in g/m². Un piumino matrimoniale da 200 × 200 cm dichiarato a 300 g/m² contiene quindi circa 1,2 kg di imbottitura.
È un dato utile e verificabile — la norma EN 13088 disciplina proprio il peso netto dell’imbottitura, con una tolleranza ammessa del ±5% — ma misura una quantità, non un effetto. Sapere che in un piumino ci sono 300 grammi per metro quadro dice quanto pesa, non quanto isola, esattamente come sapere quanti chili di legna hai in cantina non dice quanto calore ti daranno.
La regola da tenere
Il calore non sta nei grammi: sta nel volume che quei grammi riescono a occupare
Un’imbottitura isola perché intrappola aria ferma. Più volume occupa a parità di peso, più aria trattiene, più isola. Ecco perché la grammatura da sola è un numero incompleto — e perché un buon piumino d’oca leggero batte un sintetico pesante.
Il potere gonfiante: il numero che non finisce in vetrina
Il potere gonfiante (in inglese fill power) misura il volume che occupa una quantità fissa di imbottitura dopo un condizionamento normalizzato. La norma europea EN 12130:2018 lo esprime in millimetri per 30 grammi e prevede tre metodi di condizionamento — a vapore, in asciugatrice o in camera — con una tolleranza del −5% sul valore dichiarato.
Tradotto: due campioni da 30 grammi vengono messi in un cilindro normalizzato e si misura l’altezza che raggiungono. Più salgono, più quell’imbottitura è capace di gonfiarsi, e più aria riuscirà a trattenere nel piumino finito.
È il dato che distingue un piumino d’oca di qualità da uno scadente, e un naturale da un sintetico. Ed è anche il dato che compare meno spesso sulle schede prodotto italiane, proprio perché è quello che permette il confronto.
Il tog: l’unica unità che misura il calore
Il tog è un’unità di resistenza termica: 1 tog equivale a 0,1 m²·K/W. Fu definito nel 1946 da Peirce e Rees come la resistenza che mantiene una differenza di temperatura di 0,1 °C con un flusso di 1 watt per metro quadro. Si misura con un apparecchio dedicato, il togmeter, secondo la norma britannica BS 4745. Per riferimento, un’altra unità usata nel comfort termico, il clo, vale 1,55 tog.
Questo significa che il tog è una misura, non un’etichetta commerciale: un piumino da 13,5 tog isola come un altro da 13,5 tog, comprato altrove. È l’unico numero del settore che permette un confronto diretto.
Il punto è che in Italia quasi nessuno lo dichiara. Il mercato italiano ragiona in grammatura, quello britannico in tog. Il risultato pratico è che, se cerchi in italiano quanti tog ti servono, Google finisce per proporti pagine svizzere e francesi: contenuto italiano sul tema, semplicemente, non c’è.
Attenzione a una confusione frequente. Il tog è una misura normalizzata; le fasce stagionali che gli si associano — estate, mezza stagione, inverno — sono invece una convenzione del mercato britannico, non una norma. Sono un punto di partenza ragionevole, non un obbligo tecnico, e vanno calibrate sulla temperatura reale della tua camera.
Confronta due piumini con i numeri dell’etichetta
Qui sotto puoi fare due cose. La prima è capire quale fascia di calore ti serve, partendo dalla temperatura della camera. La seconda, più interessante, è confrontare due piumini reali: inserisci grammatura e potere gonfiante di ciascuno e vedi quale offre più volume di imbottitura per metro quadro.
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Inserisci la temperatura della camera.
E ora il confronto fra due etichette
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- Indice di volume — piumino A —
- Indice di volume — piumino B —
- Differenza —
L’indice è (grammatura ÷ 30) × potere gonfiante: il volume di imbottitura per metro quadro, nell’unità in cui la norma EN 12130 esprime il potere gonfiante. Serve a confrontare due piumini fra loro, non a stimare un tog: il valore finale dipende anche dal tessuto, dalla cucitura e dalla distribuzione dell’imbottitura.
Le fasce di calore, e la grammatura che ci corrisponde
Le fasce qui sotto incrociano la convenzione britannica del tog con gli intervalli di grammatura che i produttori italiani dichiarano di solito. Le due colonne di destra non sono equivalenti fra loro: sono i valori tipici per quel tipo di imbottitura, e la differenza fra le due è la dimostrazione pratica di tutto quello che precede.
| Stagione e camera | Tog (convenzione) | Piuma e piumino | Fibra sintetica |
|---|---|---|---|
| Estate, camera oltre 22 °C | 2,5 – 4,5 | leggerissima | bassa |
| Mezza stagione, 19 – 22 °C | 4,5 – 9 | bassa | media |
| Inverno riscaldato, 16 – 19 °C | 9 – 10,5 | media | alta |
| Inverno freddo, 13 – 16 °C | 10,5 – 13,5 | alta | molto alta |
| Camera non riscaldata, sotto 13 °C | 13,5 – 15 | molto alta | spesso insufficiente |
Abbiamo scelto di non pubblicare intervalli di grammatura in grammi. Sarebbe stato più comodo da leggere e più facile da posizionare su Google, ma sarebbe stato un numero inventato: non esiste una conversione fissa fra grammi e tog, perché il passaggio dipende dal potere gonfiante, che cambia da prodotto a prodotto. Chi ti dà quella tabella ti sta dando la grammatura dei suoi piumini.
Cosa dice l’etichetta, norma per norma
Dietro le parole stampate sulle confezioni c’è un corpo di norme europee abbastanza preciso. Conoscerlo è il modo più rapido per capire se hai davanti un prodotto descritto con rigore o con aggettivi.
| Norma | Che cosa disciplina |
|---|---|
| EN 1885 | Termini e definizioni: che cosa si può chiamare piuma, che cosa piumino, e le altre componenti ammesse. |
| EN 12934 | Classificazione della composizione dell’imbottitura. |
| EN 12131 | Requisiti di composizione per i prodotti in Classe I, quelli dichiarati nuovi. |
| EN 12130:2018 | Determinazione del potere gonfiante, in mm/30 g, con tolleranza −5%. |
| EN 13088 | Peso netto dell’imbottitura, con tolleranza ±5%. |
| EN 12935 | Igiene e pulizia dell’imbottitura: fra i requisiti, un numero di ossigeno inferiore a 20 mg/100 g secondo la EN 1162. |
Una regola pratica che vale la pena conoscere: secondo le prassi di etichettatura europee, un prodotto può essere presentato come prodotto in piumino quando contiene almeno il 60% di piumino, con un contenuto minimo di fiocchi del 52,38%. Sotto quella soglia, la parola che l’etichetta deve usare è un’altra.
Piuma o piumino: non è la stessa cosa
Assopiuma, l’associazione italiana del settore nata nel 1981, le definisce così, richiamando la UNI EN 1885. La piuma è il tegumento corneo degli uccelli: ha un vessillo e una rachide ben sviluppata, cioè una parte centrale rigida. Il piumino è invece il piumaggio dello strato a contatto con il corpo degli uccelli acquatici, fatto di fiocchi di filamenti leggeri senza rachide né vessillo.
La conseguenza è tutta lì: il fiocco di piumino non ha parti rigide, quindi si gonfia in tutte le direzioni e trattiene aria. Un singolo fiocco pesa fra 2 e 3 milligrammi. La piuma, con la sua rachide, dà struttura e peso ma poco volume — ed è per questo che nei prodotti economici serve a fare quantità.
Quando su un’etichetta leggi una percentuale tipo «90/10», il primo numero è il piumino e il secondo la piuma. È l’informazione più densa di conseguenze sul prezzo che troverai sulla confezione.
Naturale o sintetico: come decidere senza slogan
La scelta non ha un vincitore assoluto, ha dei criteri.
- Rapporto calore/peso: vince il naturale, e non di poco. A parità di calore un piumino d’oca di buona qualità pesa e ingombra meno di un sintetico.
- Lavabilità e manutenzione: vince il sintetico, più tollerante in lavatrice e ad asciugatura più rapida.
- Durata: tende a vincere il naturale, che mantiene il gonfio per molti anni se trattato bene, mentre la fibra si schiaccia con i lavaggi.
- Prezzo iniziale: vince il sintetico, in modo netto.
- Allergie: il tema è meno semplice di come viene raccontato da entrambe le parti. Se hai una condizione diagnosticata, la scelta del riempimento va discussa con il tuo medico e non con una scheda prodotto.
Cinque errori che costano caldo o soldi
- Scegliere solo sulla grammatura. È il numero più pubblicizzato e il meno informativo. Senza il potere gonfiante non dice quasi nulla.
- Confrontare la grammatura di un naturale con quella di un sintetico. Sono due scale diverse. Per lo stesso calore il sintetico dichiara più grammi, e questo non lo rende peggiore né migliore: lo rende più pesante.
- Prendere la misura del materasso invece di quella del letto. Un piumino deve scendere sui lati, altrimenti entra aria fredda a ogni movimento. Sul matrimoniale la larghezza utile parte in genere ben oltre i 200 cm.
- Ignorare la temperatura reale della camera. Un 13,5 tog in una stanza a 21 °C non è comfort, è sudore. La fascia si sceglie sulla stanza, non sulla stagione del calendario.
- Comprimere il piumino per mesi in un sacco sottovuoto. Il gonfio è il prodotto. Schiacciarlo a lungo è il modo più rapido per rovinare la cosa per cui hai pagato.
Domande frequenti
Che grammatura scegliere per il piumino invernale?
Non esiste una grammatura giusta valida per tutti, perché il calore dipende dal potere gonfiante dell’imbottitura e non dai grammi. La domanda corretta è quale fascia di calore serve alla tua camera: fra 13 e 16 °C la convenzione indica 10,5 – 13,5 tog, e a quella fascia corrisponde una grammatura alta se l’imbottitura è naturale, molto più alta se è sintetica.
Che cos’è il potere gonfiante e dove lo trovo?
È il volume che occupa una quantità fissa di imbottitura, misurato secondo la norma EN 12130:2018 in millimetri per 30 grammi, con tolleranza −5%. Quando è dichiarato lo trovi in scheda tecnica; quando non lo è, è un’informazione che puoi chiedere al venditore prima di comprare.
Quanti tog serve un piumino per l’inverno?
La convenzione britannica indica 10,5 – 13,5 tog per l’inverno, con il 13,5 come valore più diffuso, e 13,5 – 15 tog per una camera non riscaldata. Il tog è una misura di resistenza termica — 1 tog equivale a 0,1 m²·K/W — ma le fasce stagionali associate sono una convenzione commerciale, non una norma: vanno calibrate sulla temperatura della tua camera.
Un piumino più pesante scalda sempre di più?
No, e questo è il punto centrale. Un piumino da 300 g/m² con potere gonfiante 250 mm/30 g offre un volume di imbottitura maggiore di uno da 400 g/m² con potere gonfiante 160, pur pesando un quarto in meno. Il calore viene dal volume di aria trattenuta, non dal peso.
Qual è la differenza fra piuma e piumino?
La piuma ha una rachide, cioè una parte centrale rigida, e dà struttura e peso. Il piumino è formato da fiocchi di filamenti leggeri senza parti rigide, pesa fra 2 e 3 milligrammi per fiocco e si gonfia trattenendo aria. Nelle percentuali tipo 90/10 il primo numero indica il piumino.
Cosa significa 90/10 su un’etichetta?
Che l’imbottitura è composta per il 90% da piumino e per il 10% da piuma. Secondo le prassi europee di etichettatura un prodotto può dirsi in piumino con almeno il 60% di piumino e un contenuto minimo di fiocchi del 52,38%.
Fonti e metodo
Questa guida non contiene prove di prodotto: non abbiamo acquistato né testato piumini, e non ne vendiamo. Le definizioni vengono dalle norme europee di settore e dal glossario di Assopiuma; l’indice di volume dello strumento è un calcolo aritmetico sui due numeri dichiarati in etichetta, e lo dichiariamo come indice di confronto e non come stima del tog. Le fasce stagionali del tog sono indicate come convenzione di mercato, non come norma. Fonti verificate il 23 settembre 2026.
- Assopiuma — Piuma e piumino: caratteristiche e glossario, con richiamo alla UNI EN 1885
- UNI EN 12130:2018 — determinazione del potere gonfiante di piuma e piumino
- IDFL — European labeling standards, quadro delle norme EN 1885, 12934, 12131, 12130, 13088 e 12935
- Definizione del tog — 0,1 m²·K/W, misura con togmeter secondo BS 4745
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